Miniere di Zolfo

 

Miniera dopo l'alluvione.bmp (1595142 byte)  Federico Capone ed il suo aereo.bmp (617742 byte)

Miniera. Alluvione del 1962                              Federico Capone ed i suoi primi tentativi del volo

 

Il giacimento di zolfo nel territorio di Altavilla fu scoperto nel 1866 da Federico Capone, personaggio eclettico, garibaldino, deputato di fede repubblicana e pioniere nei primi tentativi del volo. Le miniere giacciono sulla riva destra del fiume Sabato.L'arteria di estrazione predominante è il piano inclinato, fornito di appositi binari sui quali i carrelli, animati dalla forza elettrica, corrono e si sprofondano dentro il sottosuolo. Del minerale grezzo che si estrae, una minima parte, la più povera, si macina allo stato naturale e, ridotta in polvere finissima e poi ventilata o vegliata, viene impiegata per usi agricoli nella solforazione de vigneti. La rimanente parte subisce il trattamento dei forni dove si compie la fusione o raffinazione o purificazione, e da cui si ottengono i vari prodotti finiti. Gli operai dopo la prima guerra mondiale raggiunsero le ottocento unità lavorative e la produzione annua complessiva era di circa 50 mila tonnellate, pari al 3% di quella mondiale. Oggi, purtroppo, l'estrazione non viene più effettuata a causa degli alti costi ma continua la lavorazione in superficie dove viene utilizzato lo zolfo che in altre parti d'Italia si ottiene come sottoprodotto nella raffinazione del petrolio. Dall'antico impianto però restano gran parte delle vecchie strutture, dei capannoni, delle turbine, della centrale idroelettrica per cui una visita allo stabilimento offre molti spunti di interesse soprattutto per il fatto che le miniere di zolfo di Altavilla, insieme con quelle di Tufo, rappresentano, specie per l'Irpinia, uno degli esempi più importanti di archeologia industriale.

 

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Donne al lavoro. (anno 1930)